venerdì 9 gennaio 2009

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Ci sono un sacco di possibilità per seguire il flusso della vita. Se il fiume scorre è perchè ha trovato il modo giusto per arrivare alla foce...la foce è l'obiettivo e il percorso che il fiume ha dovuto affrontare rappresenta l'esperienza. Quanto più questo percorso è lungo, quanto più il signor fiume trascina a destinazione il suo vissuto...la vita può essere rappresentata metaforicamente da un fiume...con le sue curve, i suoi veleni e i suoi naviganti. Tutti noi siamo flusso che scorre e tutti noi troviamo sassi, strade e salti nel vuoto...troviamo città che ci sporcano, persone che ci amano e ci puliscono, tempeste che alimentano la nostra rabbia, destinazioni sconosciute e difficili da raggiungere...la differenza è che un fiume è più determinato di noi, esso non trova tempo per le salite, esso continua continua e continua...si modella al terreno della vita, scieglie di girare attorno senza scontrarsi per non disperdere la sua acqua, il suo bagaglio...noi invece siamo testardi, abbiamo le gambe e le braccia e crediamo di poter volare senza piume e di nuotare senza pinne...crediamo di abbattere tutti gli ostacoli e continuiamo a disperdere la nostra essenza...cioè tutta l'energia che ci serve per arrivare alla foce. L'acqua di un fiume o il fiume con la sua acqua ci insegnano che comunque, lì, o là, ci voglio arrivare, perchè in quel luogo c'è l'inizio di un'alltro viaggio, c'è l'arrivo che somiglia ad una partenza, questa volta più saggia ed esperta...
quando sei in difficoltà, è forse perchè vuoi scavalcare una montagna, ma sei solo un pesce...e allora rimani nel tuo ambiente e crea in esso il tuo percorso e di tanto in tanto fai un salto fuori dall'acqua, un uccello verrà a prenderti e insieme a lui potrai fare ciò che sempre desideri...stai sognando...stai volando...ma attento, il sogno è un sogno e rimarrà tale finchè non lo tramuterai in azione...e se sei un pesce, potrai arrivare al tuo sogno, solo se nuoterai nell'acqua...

lunedì 22 dicembre 2008

Libro di Riccardo Palumbo

"Diario Indiano di un non scrittore" Edito da Zona,
è il primo libro di Riccardo Palumbo...tutto da leggere...
http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/648194.html
http://www.editricezona.it/diarioindiano.htm

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Chiedo a un mio caro amico di aiutarmi a far parte del mondo dell'intelligenza digitale per far conoscere il mio pensiero...e....non ho mai tempo per scrivere nulla su questa incredibile lavagna virtuale...la frenesia del fare coinvolge tutti. Siamo imbalsamati dal sistema della vita e non riusciamo ad uscirne. Ebbene si è proprio così.
Ma veniamo a noi. Parliamo di Vita. Parliamo di conoscenza. Parliamo di acqua. Pensiero Acquatico...perchè? l'acqua e il pensiero...perchè possiamo essere un pensiero acquatico?
Siamo un pensiero acquatico perchè è da li che veniamo. Pensaci bene...Siamo un pensiero acquatico perchè è lì che ci fu il primo pensiero, la prima comunicazione ecologica con nostra mamma...si certo, poi la scienza, la medicina, hanno reso tutto questo un bellissimo farciume di termini che fanno rabbrividire ma...alla scienza si può aggiungere poesia, alla poesia non si può aggiungere scienza e quindi eccomi qui a parlare di Vita perchè c'è acqua. Eccomi qui a filosofeggiare grazie a onde, movimento, scorrere, calma...come quella di lago, di un fiume, di un pesce, di un Mare...Nulla di esoterico, ma tutto naturalmente bello e sensibile come una gravidanza o come gli occhi di un bambino.
In questo spazio, sarà mia premura argomentare l'acqua e il pensiero, l'acqua e la comunicazione, l'acqua e il cuore che ognuno di noi ha...l'acqua e i bimbi, l'acqua e le difficoltà, l'acqua e la terra...l'acqua e...COSCIENZA...

lunedì 20 ottobre 2008

Per arrivare al flusso inconscio...

Il Pensiero Acquatico nasce dall’esigenza di riunire diversi lavori che ho svolto negli ultimi anni in particolar modo con neonati, bambini e genitori. Inizialmente tutto si svolgeva solo in acqua e nell’ultimo periodo ho pensato fosse utile riportarmi anche in un ambiente che comprende sia la presenza dell’acqua che la presenza della terra, ovvero della forza di gravità.

In sostanza Pensiero Acquatico rappresenta un modo per stare in contatto con se stessi attraverso un’altra persona, un elemento e la differenza percettiva che vi è fra il lavoro dentro e fuori dall’acqua. Il tutto viene magistralmente seguito e integrato dalla “filosofia” e dalla metafora del mondo acqua, che, a mio modo di vedere, è essenziale e costruttiva in qualunque ambito della nostra vita.